Le Filippine sono una di quelle destinazioni che non si capiscono davvero guardando una sola foto: bisogna immaginarle come un arcipelago immenso, fatto di 7.641 isole, lingue di sabbia bianchissima, lagune color smeraldo, risaie scolpite sulle montagne, città coloniali, jeepney colorati, mercati rumorosi e tramonti che sembrano accendersi lentamente sull’oceano.
Chi sogna un viaggio nelle Filippine pensa subito a Palawan, Boracay, Cebu o Siargao, ma il bello di questo Paese è che ogni isola ha un carattere diverso. Ci sono posti perfetti per chi cerca mare e relax, altri ideali per chi vuole fare immersioni, trekking o surf, e altri ancora dove vale la pena fermarsi semplicemente per respirare un’atmosfera più autentica, fatta di sorrisi, piccole pensioni familiari, motorini, bancarelle e barche di legno che partono all’alba.
In questa guida trovi una selezione aggiornata delle cose più belle da fare e vedere nelle Filippine, con consigli pratici su dove andare, quando partire, come organizzare gli spostamenti e quali esperienze scegliere se è la tua prima volta in questo meraviglioso arcipelago del Sud-est asiatico.
Prima di partire, però, è importante ricordare una cosa: le Filippine sono splendide, ma richiedono un minimo di organizzazione. Le distanze tra le isole possono essere più lunghe di quanto sembrino sulla mappa, il meteo può cambiare i programmi e alcuni trasferimenti interni vanno pianificati con calma. Proprio per questo, il consiglio migliore è non voler vedere tutto in un solo viaggio, ma scegliere bene 2 o 3 aree e viverle con il giusto ritmo.
1. Palawan: El Nido, Coron e le lagune più spettacolari delle Filippine

Se dovessi scegliere una sola zona da inserire in un primo viaggio nelle Filippine, molto probabilmente sceglierei Palawan. È l’immagine più vicina al sogno tropicale che molti hanno in mente: alte scogliere calcaree, acque trasparenti, lagune nascoste, spiagge raggiungibili solo in barca e fondali perfetti per snorkeling e immersioni.
Palawan è grande e non va vissuta di corsa. Le tre aree più famose sono El Nido, Coron e Puerto Princesa, ognuna con una personalità diversa.
El Nido: island hopping tra lagune e spiagge segrete
El Nido è probabilmente la località più scenografica di Palawan. Da qui partono i celebri tour in barca tra lagune, spiagge e isolotti: Big Lagoon, Secret Lagoon, Shimizu Island, Seven Commandos Beach e tante altre tappe che sembrano uscite da un documentario.
Il momento più bello della giornata, almeno per me da raccontare in una guida così, è quello del rientro in barca: il sole si abbassa dietro le rocce, l’acqua cambia colore e le piccole bangka filippine rientrano una dopo l’altra verso la costa. È una scena semplice, ma è proprio lì che si capisce perché El Nido resta nel cuore di tanti viaggiatori.
Il consiglio è di fermarsi almeno 3 o 4 notti, così da fare uno o due tour in barca senza fretta e lasciare un giorno libero per rilassarsi a Nacpan Beach o esplorare i dintorni in scooter.
Coron: relitti, laghi cristallini e panorami da cartolina
Coron è più selvaggia e meno “da passeggiata serale” rispetto a El Nido, ma è una destinazione straordinaria per chi ama il mare vero. Qui si trovano alcuni dei luoghi più fotografati delle Filippine, come Kayangan Lake, Twin Lagoon e Barracuda Lake.
Coron è famosa anche per le immersioni sui relitti giapponesi della Seconda Guerra Mondiale. Se sei già subacqueo, è una delle esperienze più particolari da fare nel Paese. Se invece non fai immersioni, puoi comunque goderti snorkeling, tour in barca e punti panoramici spettacolari, come il belvedere del Monte Tapyas al tramonto.
Puerto Princesa e il fiume sotterraneo
Puerto Princesa è spesso considerata solo una porta d’ingresso a Palawan, ma merita attenzione soprattutto per il Puerto Princesa Subterranean River National Park, un fiume sotterraneo navigabile che attraversa una grotta calcarea immersa nella foresta tropicale.
È un’escursione diversa dalle classiche giornate di mare: più lenta, silenziosa e quasi misteriosa. Si entra nella grotta in barca, con il rumore dell’acqua e le forme delle rocce illuminate dalla torcia. Se ami i paesaggi naturali insoliti, è una tappa da considerare.
Consiglio pratico: Palawan è molto richiesta nei mesi migliori, quindi conviene prenotare con anticipo hotel, voli interni e tour in barca, soprattutto tra dicembre e aprile.
➡️ Prenota il tuo hotel a Palawan su Booking.com
Scopri le Offerte su Booking.com
2. Boracay: la spiaggia più famosa delle Filippine
Boracay è l’isola filippina più conosciuta da chi cerca mare, resort, ristoranti, tramonti spettacolari e un po’ di vita serale. Il suo simbolo è White Beach, una lunga spiaggia di sabbia bianca e finissima divisa idealmente in tre zone: Station 1, Station 2 e Station 3.
Station 1 è la parte più elegante e tranquilla, con hotel di fascia più alta e una spiaggia più ampia. Station 2 è la zona più vivace, piena di locali, ristoranti, negozi e movimento. Station 3 è più rilassata e spesso più adatta a chi cerca soluzioni meno costose.

Boracay è perfetta se vuoi una vacanza più comoda, con servizi turistici ben organizzati e meno complicazioni logistiche rispetto ad altre isole. Non è il posto più selvaggio delle Filippine, ma sa regalare uno dei tramonti più belli del Paese: quando il cielo diventa rosa e arancione sopra le barche a vela, anche la zona più affollata sembra rallentare.
Tra le cose da fare a Boracay ci sono:
- passeggiare lungo White Beach al tramonto;
- fare un giro in barca fino a Puka Beach;
- provare snorkeling, paddle board, kayak o parasailing;
- cenare sulla spiaggia;
- scegliere una crociera al tramonto con le tradizionali paraw.
Consiglio personale di viaggio: Boracay va scelta con le giuste aspettative. Se cerchi silenzio assoluto e natura incontaminata, meglio puntare su Palawan, Siquijor o Camiguin. Se invece vuoi mare bellissimo, hotel comodi, ristoranti e un’atmosfera più animata, può essere una tappa molto piacevole.
➡️ Trova un hotel a Boracay
Vedi Hotel e Resort a Boracay
3. Cebu: cascate, sardine run, isole e avventura
Cebu è una delle basi migliori per chi vuole un viaggio dinamico. Qui puoi alternare mare, cascate, snorkeling, escursioni in barca e un po’ di vita cittadina. La città di Cebu è trafficata e caotica, ma l’isola offre alcune delle esperienze più amate dai viaggiatori.
La zona più famosa è Moalboal, conosciuta per il sardine run: nuotare vicino alla costa mentre migliaia di sardine si muovono tutte insieme è una di quelle esperienze semplici ma incredibili, accessibile anche senza essere sub esperti.
Poco distante si trovano le Kawasan Falls, cascate turchesi immerse nella vegetazione. Molti viaggiatori le visitano con un tour di canyoneering, che combina camminate, nuoto, scivoli naturali e salti nelle piscine d’acqua. È un’esperienza bellissima, ma va scelta con attenzione: meglio affidarsi a guide autorizzate, usare casco e giubbotto e valutare bene il proprio livello fisico.
Da Cebu si possono raggiungere anche Malapascua, famosa tra i sub per gli squali volpe, e Bantayan Island, più rilassata e adatta a chi cerca spiagge tranquille e ritmi lenti.
Nota importante su Oslob: la zona è famosa per l’avvistamento degli squali balena, ma l’attività è discussa per l’impatto sugli animali. Se decidi di andarci, informati bene e scegli operatori che rispettino distanze, regole e comportamento responsabile. In alternativa, puoi valutare esperienze marine meno invasive, come snorkeling a Moalboal o immersioni in aree protette.
➡️ Guarda le strutture disponibili a Cebu
Cerca Hotel a Cebu
4. Bohol: Chocolate Hills, tarsi e spiagge di Panglao
Bohol è una delle isole più complete delle Filippine. È perfetta per chi vuole unire natura, mare, escursioni facili e un’atmosfera più tranquilla rispetto a Cebu o Boracay.
Il luogo simbolo dell’isola sono le Chocolate Hills, più di mille colline dalla forma arrotondata che durante la stagione secca assumono una colorazione marrone, da cui deriva il nome. Viste dall’alto sembrano quasi irreali, come se qualcuno le avesse disegnate una per una.
Un’altra esperienza tipica è la visita al santuario dei tarsi, piccoli primati dagli occhi enormi e dall’aspetto tenerissimo. È importante scegliere centri seri e rispettosi, perché sono animali molto delicati e sensibili allo stress.
Per il mare, la zona più comoda è Panglao Island, collegata a Bohol da ponti. Qui si trovano spiagge, resort, ristoranti e molte strutture adatte anche a chi viaggia in coppia o in famiglia. Alona Beach è la zona più conosciuta e vivace, mentre chi cerca più tranquillità può valutare aree meno centrali.
Da Bohol puoi anche fare escursioni in barca verso Balicasag Island, una delle mete più apprezzate per snorkeling e immersioni.
Quanti giorni dedicare a Bohol? Almeno 3 notti, meglio 4 se vuoi goderti Panglao senza correre e fare un’escursione nell’interno dell’isola.
5. Siargao: surf, lagune e atmosfera slow
Siargao è diventata una delle isole più amate delle Filippine, soprattutto da surfisti, viaggiatori indipendenti e chi cerca un’atmosfera giovane ma non troppo costruita. Il suo nome è legato a Cloud 9, uno degli spot di surf più famosi del Paese, ma l’isola non è solo onde.
Siargao è fatta di palme, strade da percorrere in scooter, piccoli caffè, guesthouse, spiagge, piscine naturali e lagune. È il tipo di posto dove si arriva per restare tre giorni e si finisce per desiderare di fermarsi una settimana.
Tra le esperienze da non perdere ci sono:
- Sugba Lagoon, perfetta per kayak, paddle board e tuffi;
- Magpupungko Rock Pools, piscine naturali visibili con la bassa marea;
- Guyam, Daku e Naked Island, tre isolette ideali per una giornata di island hopping;
- Cloud 9 Boardwalk, bello anche solo per guardare i surfisti al tramonto;
- un giro in scooter tra palmeti, villaggi e strade panoramiche.
Consiglio pratico: Siargao è bellissima, ma gli spostamenti e il meteo possono incidere sul viaggio. Evita di programmare voli interni troppo ravvicinati con coincidenze internazionali importanti, perché nelle Filippine è sempre meglio lasciare un margine di sicurezza.
6. Manila e Intramuros: storia, contrasti e primo impatto con il Paese

Molti viaggiatori usano Manila solo come scalo, ma se hai un giorno a disposizione vale la pena dedicarle almeno qualche ora, soprattutto per visitare Intramuros, la vecchia città murata di epoca spagnola.
Intramuros è la parte più interessante per chi vuole capire un po’ della storia delle Filippine: qui si trovano Fort Santiago, la Cattedrale di Manila, San Agustin Church e strade che raccontano il passato coloniale del Paese. È una zona molto diversa dalle isole tropicali e proprio per questo aggiunge profondità al viaggio.
Manila è caotica, trafficata e non sempre facile al primo impatto. Il consiglio è di scegliere un hotel in zone comode come Makati, Bonifacio Global City o vicino all’aeroporto, soprattutto se hai un volo presto o arrivi tardi la sera.
Per muoversi in città, meglio usare taxi prenotati tramite app o servizi affidabili, evitando spostamenti improvvisati nelle ore più trafficate. Manila non è una città da “vedere tutta”, ma può essere una tappa utile per iniziare o chiudere il viaggio con un po’ di contesto culturale.
Questo elemento usa un servizio di terze parti non necessario. Puoi abilitarlo modificando le preferenze cookie.
7. Vigan: un angolo coloniale nel nord di Luzon
Se vuoi scoprire una parte diversa delle Filippine, lontana dalle spiagge più famose, inserisci nel viaggio Vigan, una delle città coloniali meglio conservate dell’Asia.
Il centro storico, con le sue case antiche, i balconi in legno, le strade acciottolate e le carrozze tradizionali, racconta l’influenza spagnola in modo molto evidente. La via più famosa è Calle Crisologo, particolarmente suggestiva al mattino presto o la sera, quando le luci rendono l’atmosfera più morbida.
Vigan è una tappa perfetta se stai organizzando un itinerario nel nord di Luzon insieme a Banaue, Sagada o Baguio. Non è comodissima da raggiungere, ma proprio per questo conserva un ritmo diverso rispetto alle mete più turistiche.
Da provare, senza esagerare con l’elenco gastronomico, la famosa empanada di Vigan, spesso venduta nelle bancarelle e nei piccoli locali del centro.
8. Banaue, Batad e Sagada: le Filippine di montagna
Le Filippine non sono solo mare. Nel nord dell’isola di Luzon si trova una delle aree più sorprendenti del Paese: la regione delle risaie terrazzate della Cordillera, un paesaggio culturale antichissimo scolpito sulle montagne.
Banaue è spesso la porta d’ingresso a questa zona, ma molti viaggiatori restano particolarmente colpiti da Batad, dove le risaie formano un anfiteatro naturale spettacolare. Arrivare fin qui richiede tempo, pazienza e un po’ di spirito di adattamento, ma la ricompensa è grande: silenzio, montagne, villaggi e sentieri che mostrano un volto completamente diverso delle Filippine.
Più a nord si trova Sagada, famosa per le bare pensili, le grotte e l’atmosfera fresca di montagna. È una meta adatta a chi ama camminare e scoprire tradizioni locali, ma va affrontata con rispetto: alcuni luoghi hanno un forte significato culturale e non devono essere vissuti come semplici attrazioni fotografiche.
Consiglio pratico: gli spostamenti verso Banaue e Sagada sono lunghi, spesso in bus notturno o con trasferimenti privati. Inserisci questa zona solo se hai almeno 12-14 giorni di viaggio complessivi, altrimenti rischia di togliere troppo tempo alle isole.
9. Tubbataha Reef: il sogno dei sub esperti
Il Tubbataha Reefs Natural Park, nel Mar di Sulu, è una delle aree marine più preziose delle Filippine e una meta leggendaria per chi ama le immersioni. Non è un’escursione semplice da organizzare: si raggiunge solitamente con crociere subacquee liveaboard, in un periodo limitato dell’anno e con costi più alti rispetto ad altre esperienze.
Per chi ha brevetto, esperienza e budget adeguato, Tubbataha può essere uno dei momenti più memorabili di un viaggio nelle Filippine: reef, pareti, squali, tartarughe, mante e una biodiversità marina straordinaria.
Se invece vuoi fare snorkeling o immersioni più accessibili, puoi valutare alternative come Apo Island, Balicasag, Moalboal, Coron o Malapascua, più facili da inserire in un itinerario classico.
10. Siquijor e Camiguin: due isole per chi cerca qualcosa di meno scontato
Se hai già visto le mete più famose o vuoi evitare un itinerario troppo classico, considera Siquijor e Camiguin.
Siquijor è piccola, rilassata e piacevole da girare in scooter. Ha spiagge, cascate, tramonti, piccoli resort e un’atmosfera ancora abbastanza tranquilla. Non aspettarti il paesaggio drammatico di El Nido, ma un’isola più lenta, perfetta per fermarsi qualche giorno e staccare davvero.
Camiguin, invece, è più vulcanica e verde, con sorgenti termali, cascate, spiagge scure, White Island e un carattere molto particolare. È una meta ideale per chi ama la natura e vuole uscire dal circuito più battuto.
Queste due isole sono perfette per un secondo viaggio nelle Filippine, oppure per chi ha almeno tre settimane e vuole aggiungere una tappa più autentica al solito percorso Palawan-Cebu-Bohol.
11. Esperienze da fare nelle Filippine
Oltre alle singole destinazioni, ci sono alcune esperienze che rendono un viaggio nelle Filippine davvero speciale.
Fare island hopping su una bangka tradizionale
Le escursioni in barca sono una parte fondamentale del viaggio. Le bangka, con i loro bilancieri laterali, sono uno dei simboli delle Filippine. Che tu sia a El Nido, Coron, Siargao, Bohol o Cebu, almeno una giornata di island hopping va inserita nell’itinerario.
Guardare un tramonto a White Beach o a El Nido
I tramonti filippini hanno una luce particolare: spesso arrivano dopo giornate calde, umide e intense, e trasformano il cielo in una tela arancione, rosa e viola. A Boracay sono famosi, ma anche a El Nido, Port Barton e Siargao possono diventare uno dei ricordi più belli del viaggio.

Provare un viaggio lento tra isole e villaggi
Le Filippine non sono una destinazione da correre. A volte il bello sta proprio negli spostamenti: aspettare una barca, bere qualcosa in un piccolo chiosco, parlare con chi gestisce una guesthouse, osservare la vita quotidiana nei villaggi. Sono momenti semplici, ma spesso più autentici delle attrazioni più famose.
Scoprire la cucina locale con curiosità, ma senza forzature
La cucina filippina è diversa da quella thailandese o vietnamita, più influenzata dalla storia spagnola, americana e asiatica. Tra i piatti più comuni trovi adobo, pancit, sinigang, lechon, halo-halo e tante specialità locali. Il consiglio è provarla con curiosità, scegliendo posti frequentati e senza sentirsi obbligati ad assaggiare tutto: anche il viaggio gastronomico deve essere un piacere, non una prova di coraggio.
Quando andare nelle Filippine
Il periodo migliore per visitare le Filippine va generalmente da dicembre ad aprile, durante la stagione più secca. Sono i mesi migliori per mare, snorkeling, island hopping e spostamenti tra le isole, anche se coincidono con l’alta stagione turistica.
Gennaio, febbraio e marzo sono spesso tra i mesi più piacevoli per un primo viaggio. Aprile e maggio possono essere molto caldi. Da giugno a novembre aumenta il rischio di piogge, mare mosso e tifoni, anche se il meteo può variare molto da zona a zona.
Se hai date flessibili, evita di costruire un itinerario troppo serrato durante la stagione delle piogge. Nelle Filippine un volo interno cancellato o un traghetto sospeso possono cambiare i piani, quindi conviene sempre lasciare almeno un giorno di margine prima del volo internazionale di ritorno.
Quanti giorni servono per visitare le Filippine?
Per un primo viaggio nelle Filippine, il minimo consigliato è 12-14 giorni. Con meno tempo si rischia di passare troppe ore tra aeroporti, traghetti e trasferimenti.
Un itinerario equilibrato di due settimane potrebbe essere:
- 2 notti a Manila o solo 1 notte se arrivi tardi e riparti subito;
- 4 notti a Palawan, scegliendo El Nido o Coron;
- 3 notti a Cebu, con Moalboal e Kawasan Falls;
- 3 notti a Bohol o Siargao, in base al tipo di viaggio;
- 1 notte finale vicino all’aeroporto prima del volo internazionale.
Con 3 settimane puoi aggiungere Boracay, Siquijor, Camiguin o il nord di Luzon. Con 10 giorni, invece, meglio concentrarsi su una sola area, ad esempio Palawan + Manila, oppure Cebu + Bohol.
Errore da evitare: inserire troppe isole nello stesso viaggio. Sulla mappa sembrano vicine, ma tra check-in, voli, traghetti, attese e trasferimenti locali puoi perdere giornate intere.
Come muoversi nelle Filippine
Muoversi nelle Filippine richiede un po’ di pazienza. I collegamenti principali avvengono con voli interni, traghetti, van condivisi, autobus, taxi, tricicli e scooter.
I voli interni sono spesso indispensabili per collegare Manila, Cebu, Puerto Princesa, El Nido, Coron, Caticlan, Bohol e Siargao. I traghetti sono utili tra isole vicine, ad esempio Cebu-Bohol o Cebu-Siquijor, ma gli orari possono cambiare in base al meteo e alla stagione.
Nelle isole più piccole, molti viaggiatori noleggiano lo scooter. È comodo, ma va fatto solo se hai esperienza, patente valida, assicurazione adeguata e sei prudente: strade, traffico, animali e pioggia possono rendere la guida più impegnativa di quanto sembri.
Per cercare voli convenienti dall’Italia puoi confrontare prima le tratte con strumenti come Skyscanner o Google Flights, mentre per gli hotel conviene prenotare in anticipo nelle località più richieste.
➡️ Cerca hotel nelle Filippine
Vedi Alloggi nelle Filippine
Sicurezza, documenti e consigli utili prima di partire
Prima di organizzare un viaggio nelle Filippine è sempre consigliabile controllare le informazioni aggiornate su Viaggiare Sicuri e sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Manila, soprattutto per sicurezza, aree sconsigliate, meteo, sanità e documenti di ingresso.
In generale, nelle principali località turistiche come Palawan, Boracay, Cebu, Bohol e Siargao il viaggio è abbastanza semplice da organizzare, ma è bene usare sempre buon senso: evitare zone isolate di notte, non mostrare oggetti di valore, affidarsi a operatori seri per tour e trasferimenti, e stipulare una buona assicurazione viaggio con copertura sanitaria e rimpatrio.
Le Filippine sono inoltre un Paese soggetto a fenomeni naturali come tifoni, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Non significa che non si debba partire, ma che è importante viaggiare informati, controllare il meteo e non lasciare tutti gli spostamenti decisivi all’ultimo momento.
Per informazioni turistiche ufficiali sulle destinazioni puoi consultare anche il portale del Department of Tourism delle Filippine.
Link utili per organizzare il viaggio
Se stai valutando altre mete asiatiche o vuoi confrontare le Filippine con destinazioni simili, puoi leggere anche questi articoli su Consigli Viaggio:
- Dove andare in vacanza in Asia: le migliori mete per vacanze al mare
- Bangkok in 5 giorni: itinerario facile tra templi, mercati e rooftop
Questi collegamenti possono essere utili soprattutto se vuoi costruire un viaggio più ampio nel Sud-est asiatico, abbinando magari le Filippine a Thailandia, Singapore, Malesia o Indonesia.
Conclusione: perché visitare le Filippine
Le Filippine sono una destinazione che premia chi sa viaggiare con un po’ di pazienza. Non sempre tutto è immediato: gli spostamenti possono essere lunghi, il meteo può cambiare i piani e alcune isole richiedono più organizzazione di altre. Ma proprio questa natura frammentata e un po’ imprevedibile rende il viaggio così speciale.
Qui puoi svegliarti davanti a una laguna turchese, passare la giornata su una barca di legno, nuotare tra pesci colorati, camminare tra risaie millenarie, cenare in un piccolo locale vista mare e concludere la giornata davanti a uno dei tramonti più belli del Sud-est asiatico.
Se è la tua prima volta, scegli poche tappe e vivile bene: Palawan per i paesaggi spettacolari, Cebu e Bohol per avventura e natura, Boracay per comodità e tramonti, Siargao per surf e atmosfera slow. Le Filippine non sono una meta da spuntare velocemente da una lista, ma un arcipelago da assaporare isola dopo isola.
Articolo aggiornato il 25 giugno 2026.