L’Islanda è uno di quei Paesi che sembrano più grandi di quanto dica la carta geografica. Non per le distanze, ma per la quantità di paesaggi diversi che si incontrano durante il viaggio: vulcani, ghiacciai, cascate, spiagge nere, sorgenti calde, campi di lava e piccoli villaggi affacciati sull’oceano.

Qui il viaggio non consiste soltanto nel raggiungere una serie di attrazioni. Una parte importante dell’esperienza è proprio la strada: le pecore che attraversano senza fretta, le nuvole che cambiano forma in pochi minuti, il vapore che sale dalla terra e quella sensazione di trovarsi in un luogo ancora dominato dalla natura.

In questa guida trovi una selezione ragionata delle cose più belle da vedere e fare in Islanda, con consigli pratici per costruire un itinerario in base ai giorni disponibili, alla stagione e al tipo di viaggio che desideri organizzare.

Islanda in breve

  • Durata minima consigliata: 5 giorni per Reykjavík, Circolo d’Oro e parte della costa sud.
  • Durata ideale: 8-10 giorni per un itinerario più equilibrato.
  • Ring Road completa: almeno 10-14 giorni.
  • Periodo più semplice per guidare: da giugno a settembre.
  • Periodo dell’aurora boreale: indicativamente da settembre ad aprile, con cielo buio e sereno.
  • Aeroporto principale: Keflavík, circa 50 km da Reykjavík.

Cosa vedere in Islanda: le tappe da non perdere

1. Reykjavík, il punto di partenza del viaggio

Panorama di Reykjavik in Islanda
Reykjavík, Islanda

Reykjavík non è una capitale monumentale nel senso tradizionale del termine. È compatta, colorata e facile da visitare a piedi. Per molti viaggiatori rappresenta la porta d’ingresso all’Islanda, ma merita almeno una giornata intera, preferibilmente all’inizio o alla fine dell’itinerario.

Il suo simbolo è la Hallgrímskirkja, la grande chiesa dalla facciata ispirata alle colonne di basalto islandesi. Salendo sulla torre si osservano i tetti colorati della città, il porto e le montagne che circondano la baia.

  • Harpa: sala concerti affacciata sul porto, famosa per la facciata geometrica in vetro.
  • Sun Voyager: la scultura a forma di nave sul lungomare, particolarmente suggestiva al tramonto.
  • Laugavegur: la strada più animata del centro, con negozi, locali e ristoranti.
  • Porto Vecchio: punto di partenza delle escursioni per osservare balene e pulcinelle di mare.
  • Perlan: museo interattivo dedicato alla natura islandese, con planetario e punto panoramico.

Una delle cose più piacevoli da fare è entrare in una piscina pubblica frequentata dagli abitanti. Le piscine geotermiche fanno parte della vita quotidiana islandese e spesso offrono un’esperienza più autentica ed economica rispetto alle spa più famose.

Per scegliere la base più adatta e capire quali altre località inserire nel viaggio, puoi leggere anche la nostra guida su dove andare e soggiornare in Islanda.

2. Il Circolo d’Oro

Il Circolo d’Oro è l’itinerario più conosciuto dell’Islanda e permette di visitare tre luoghi molto diversi nell’arco di una giornata. Il percorso classico, con partenza e ritorno a Reykjavík, misura circa 250 chilometri.

  • Parco nazionale di Þingvellir: luogo di grande importanza storica e geologica, nel quale si riuniva l’antico parlamento islandese. È anche una delle aree in cui si osservano gli effetti della separazione tra la placca nordamericana e quella eurasiatica.
  • Area geotermica di Geysir: il Grande Geysir è oggi poco attivo, ma il vicino Strokkur erutta generalmente a intervalli di pochi minuti.
  • Gullfoss: una spettacolare cascata disposta su due salti, particolarmente potente quando aumenta la portata del fiume Hvítá.

Il circuito può essere percorso in giornata, ma vale la pena aggiungere qualche deviazione, come il cratere vulcanico di Kerið, la serra geotermica di Friðheimar o il bagno caldo nella Secret Lagoon di Flúðir.

Chi viaggia senza automobile può raggiungere le attrazioni principali partecipando a un’escursione organizzata da Reykjavík. Il percorso è accessibile durante tutto l’anno, ma in inverno i tempi possono aumentare a causa di neve, ghiaccio e vento.

3. La costa meridionale e le grandi cascate

La costa sud dell’Islanda concentra alcune delle immagini più celebri del Paese ed è relativamente semplice da raggiungere da Reykjavík. È però un errore cercare di vedere tutto in una sola giornata: per arrivare fino alla laguna glaciale di Jökulsárlón e tornare nella capitale è meglio prevedere almeno due o tre giorni.

Le prime grandi soste sono Seljalandsfoss e Skógafoss. La prima è famosa per il sentiero che, quando aperto e sicuro, consente di passare dietro il salto d’acqua. Porta una giacca impermeabile: anche nelle giornate serene è quasi impossibile restare asciutti.

Skógafoss appare invece come una parete d’acqua alta circa 60 metri. Una scalinata conduce alla parte superiore della cascata e all’inizio di un percorso escursionistico. Nelle giornate luminose, la nebbia sollevata dall’acqua crea spesso uno o più arcobaleni.

Proseguendo si incontrano il ghiacciaio Sólheimajökull, il promontorio di Dyrhólaey e il villaggio di Vík í Mýrdal, una delle basi migliori per esplorare questa parte dell’isola.

4. Reynisfjara e le spiagge nere

Reynisfjara è una delle spiagge più scenografiche dell’Islanda. La sabbia nera, le colonne di basalto e i faraglioni di Reynisdrangar creano un paesaggio quasi teatrale, soprattutto quando il cielo è coperto e l’oceano è agitato.

Attenzione alle onde di Reynisfjara

Questa non è una spiaggia sulla quale avvicinarsi all’acqua per scattare una fotografia. Le cosiddette sneaker waves possono arrivare improvvisamente e spingersi molto più avanti delle onde precedenti. Rispetta il sistema di segnalazione presente sul posto, non voltare le spalle al mare e resta molto lontano dalla battigia, soprattutto con bambini.

La forma e l’estensione della spiaggia possono cambiare in seguito a mareggiate ed erosione. Prima di entrare nelle aree vicine alle grotte o alle colonne basaltiche bisogna quindi controllare le indicazioni e le eventuali chiusure presenti sul posto.

5. Skaftafell e il Parco nazionale del Vatnajökull

Il Vatnajökull domina una vasta parte dell’Islanda sudorientale ed è uno dei più grandi ghiacciai d’Europa. La zona di Skaftafell costituisce uno dei punti migliori per avvicinarsi al paesaggio glaciale.

Da qui partono sentieri di diversa difficoltà. Uno dei più conosciuti conduce a Svartifoss, una cascata circondata da colonne basaltiche scure. Chi desidera camminare sul ghiacciaio deve invece prenotare un’escursione con una guida qualificata e l’attrezzatura necessaria.

Non bisogna mai avventurarsi autonomamente su un ghiacciaio. Crepacci, ghiaccio instabile e condizioni meteorologiche improvvise rendono indispensabili esperienza, ramponi, casco e accompagnamento professionale.

6. Jökulsárlón e Diamond Beach

La laguna glaciale di Jökulsárlón è uno dei luoghi che più facilmente restano impressi nella memoria. Enormi blocchi di ghiaccio si staccano dal ghiacciaio Breiðamerkurjökull e galleggiano lentamente nella laguna prima di raggiungere l’oceano.

Con un po’ di fortuna si possono osservare anche le foche tra gli iceberg. In estate sono disponibili escursioni in barca anfibia o in gommone, mentre in inverno l’esperienza dipende dalle condizioni del ghiaccio e del tempo.

Dall’altro lato della strada si trova Diamond Beach, dove alcuni frammenti di ghiaccio vengono riportati sulla sabbia nera dalle onde. Il contrasto tra ghiaccio, oceano e spiaggia vulcanica è particolarmente bello con la luce bassa del mattino o del tardo pomeriggio.

7. La penisola di Snæfellsnes

La penisola di Snæfellsnes, a nord-ovest di Reykjavík, viene spesso descritta come una “piccola Islanda” perché riunisce in uno spazio relativamente contenuto montagne, lava, spiagge, scogliere, villaggi e un ghiacciaio vulcanico.

  • Kirkjufell: una delle montagne più fotografate del Paese.
  • Arnarstapi e Hellnar: piccoli centri costieri collegati da un sentiero panoramico.
  • Djúpalónssandur: spiaggia di ciottoli neri circondata da formazioni laviche.
  • Snæfellsjökull: vulcano ricoperto da un ghiacciaio, reso celebre anche da Jules Verne.
  • Búðakirkja: piccola chiesa nera isolata in un ampio paesaggio lavico.

È possibile visitare la penisola con una lunga escursione giornaliera, ma dormire una notte nella zona permette di viaggiare con più calma e di approfittare delle ore meno frequentate.

8. Il nord: Akureyri, Mývatn e Goðafoss

Il nord dell’Islanda ha ritmi più tranquilli rispetto alla costa meridionale. La principale base è Akureyri, una cittadina affacciata sull’Eyjafjörður, con un piccolo centro, un interessante giardino botanico e numerosi servizi.

Nei dintorni meritano una visita:

  • Goðafoss: ampia cascata dalla forma semicircolare, facilmente raggiungibile dalla Ring Road.
  • Lago Mývatn: area caratterizzata da crateri, pseudocrateri, campi di lava e fenomeni geotermici.
  • Hverir: paesaggio di fumarole e pozze di fango ribollente vicino al passo di Námafjall.
  • Dimmuborgir: labirinto naturale di formazioni laviche.
  • Mývatn Nature Baths: alternativa termale più raccolta rispetto alla Blue Lagoon.

Il lago è molto bello anche in estate, ma il nome Mývatn significa approssimativamente “lago dei moscerini”: nelle giornate calme la loro presenza può essere consistente. Una retina per il viso può sembrare eccessiva prima della partenza, ma sul posto può rivelarsi molto utile.

9. Húsavík e il whale watching

Húsavík è considerata una delle località più interessanti dell’Islanda per le escursioni di osservazione delle balene. I tour si svolgono nella baia di Skjálfandi e gli avvistamenti possono includere megattere, balenottere minori, delfini e, più raramente, balenottere azzurre.

Nessun operatore può garantire la presenza degli animali, ma la navigazione nella baia resta comunque un’esperienza suggestiva. Anche in estate è importante indossare abiti caldi e impermeabili: in mare la temperatura percepita può essere molto più bassa rispetto al porto.

10. Dettifoss e il canyon di Ásbyrgi

Dettifoss è una delle cascate più potenti d’Europa. Non è particolarmente elegante o armoniosa: il suo fascino è nella forza dell’acqua, nel rumore e nel paesaggio severo che la circonda.

La cascata può essere raggiunta da due lati tramite strade differenti. Accessibilità, fondo stradale e apertura stagionale possono cambiare, quindi conviene verificare il percorso prima di partire anziché affidarsi esclusivamente al navigatore.

La zona fa parte del cosiddetto Diamond Circle, che comprende anche il lago Mývatn, Húsavík e il canyon a forma di ferro di cavallo di Ásbyrgi.

11. I Fiordi dell’Est

I Fiordi dell’Est vengono spesso attraversati velocemente da chi percorre la Ring Road, ma rappresentano una delle zone più tranquille dell’isola. La strada costiera alterna passi montani, piccoli porti, cascate e baie quasi deserte.

Tra le località più piacevoli ci sono Seyðisfjörður, con le case colorate e la strada arcobaleno, e Borgarfjörður Eystri, conosciuta per i sentieri e per le colonie di pulcinelle di mare durante la stagione riproduttiva.

È una regione da apprezzare lentamente. Inserire almeno una notte aggiuntiva evita di trasformare questa parte del viaggio in una semplice successione di chilometri.

12. I Fiordi dell’Ovest

I Fiordi dell’Ovest sono indicati per chi ha già visitato le tappe più classiche o dispone di almeno due settimane. Le distanze sembrano ridotte sulla mappa, ma le strade seguono il profilo dei fiordi e richiedono molto tempo.

  • Dynjandi: una cascata a ventaglio composta da più salti.
  • Látrabjarg: imponente scogliera popolata da uccelli marini in estate.
  • Rauðisandur: lunga spiaggia dai toni dorati e rossastri.
  • Ísafjörður: il principale centro abitato della regione e una buona base per le escursioni.

Questa zona offre un’Islanda più solitaria e meno costruita intorno al turismo. Proprio per questo richiede maggiore preparazione, prenotazioni anticipate e margine nel programma.

13. Le isole Vestmannaeyjar

Le Vestmannaeyjar, al largo della costa meridionale, sono una deviazione interessante per chi viaggia in estate. L’isola principale, Heimaey, è raggiungibile in traghetto e conserva le tracce dell’eruzione dell’Eldfell del 1973.

Si può salire sul cono vulcanico, visitare il museo Eldheimar e percorrere sentieri costieri frequentati da numerosi uccelli marini. Tra la primavera e l’estate l’arcipelago ospita una delle più importanti colonie islandesi di pulcinelle di mare.

Le esperienze più belle da fare in Islanda

Rilassarsi in una laguna geotermica

La Blue Lagoon si trova nella penisola di Reykjanes, tra l’aeroporto di Keflavík e Reykjavík. È la spa più famosa del Paese, con acqua geotermica lattiginosa circondata da campi di lava.

L’ingresso deve essere prenotato con anticipo e il prezzo varia in base al giorno e all’orario. La struttura risulta normalmente aperta durante tutto l’anno, ma l’attività vulcanica nella penisola di Reykjanes può provocare modifiche alla viabilità o chiusure temporanee. Prima della visita è quindi necessario controllare lo stato dell’area sul sito ufficiale della Blue Lagoon e su SafeTravel.

Tra le alternative ci sono la Sky Lagoon vicino a Reykjavík, la Secret Lagoon, i Mývatn Nature Baths e numerose piscine comunali. La scelta migliore dipende dal budget e dall’itinerario: non è indispensabile raggiungere la Blue Lagoon per vivere l’esperienza dei bagni caldi islandesi.

Osservare l’aurora boreale

Aurora boreale nel cielo dell'Islanda

L’aurora boreale può essere visibile indicativamente da settembre ad aprile, quando le notti sono abbastanza buie. Non esiste però un mese che garantisca l’avvistamento: servono attività solare, cielo almeno parzialmente sereno e poca illuminazione artificiale.

Il consiglio più realistico è trascorrere più notti in Islanda e mantenere il programma flessibile. A volte il cielo si apre per meno di un’ora e lo spettacolo compare proprio quando sembrava che la serata fosse ormai perduta.

Per approfondire puoi leggere la nostra guida su come organizzare un viaggio in Islanda.

Entrare in una grotta di ghiaccio

Le grotte di ghiaccio naturali cambiano forma ogni anno e molte sono accessibili soltanto in inverno, quando le temperature rendono il ghiaccio più stabile. Le escursioni classiche si svolgono nell’area del Vatnajökull, mentre alcune grotte legate al ghiacciaio di Katla possono essere visitate anche in altri periodi.

Anche in questo caso è indispensabile partecipare a un tour autorizzato. Le fotografie possono dare l’impressione di ambienti facili da esplorare, ma il ghiaccio è vivo, si muove e può diventare pericoloso.

Fare trekking nelle Highlands

Le Highlands islandesi offrono alcuni dei paesaggi più spettacolari del Paese. Landmannalaugar, con montagne colorate, campi di lava e sorgenti calde, è una delle mete più conosciute.

Le strade interne contrassegnate dalla lettera F sono generalmente aperte soltanto durante una parte dell’estate e richiedono veicoli autorizzati. Un’auto normale non è adatta e spesso non è coperta dall’assicurazione su queste strade. I guadi devono essere affrontati solo con esperienza e mezzi adeguati.

Vedere il sole di mezzanotte

Tra la fine di maggio e luglio le giornate diventano lunghissime e intorno al solstizio di giugno il cielo non diventa mai completamente buio. Questa luce permette di visitare cascate e punti panoramici anche in tarda serata, quando molti gruppi organizzati sono già rientrati.

È una grande opportunità, ma può rendere difficile dormire. Una mascherina per gli occhi o tende oscuranti sono molto utili, soprattutto per chi è sensibile alla luce.

Quanti giorni servono per visitare l’Islanda?

Itinerario di 5 giorni

  1. Arrivo, Reykjavík e laguna geotermica.
  2. Circolo d’Oro.
  3. Seljalandsfoss, Skógafoss, Dyrhólaey e Vík.
  4. Skaftafell e Jökulsárlón, oppure rientro più tranquillo lungo la costa sud.
  5. Reykjavík e partenza.

È un programma intenso. Per evitare troppe ore di guida si può rinunciare a Jökulsárlón e fermarsi tra Vík e Kirkjubæjarklaustur.

Itinerario di 7-8 giorni

  • Reykjavík e penisola di Reykjanes.
  • Circolo d’Oro.
  • Due o tre giorni sulla costa sud fino a Jökulsárlón.
  • Penisola di Snæfellsnes.
  • Ultima notte nella capitale o vicino all’aeroporto.

È probabilmente la soluzione migliore per un primo viaggio: consente di vedere molte attrazioni senza dover completare la Ring Road di corsa.

Itinerario di 10-14 giorni

Con almeno dieci giorni si può valutare il giro completo della Ring Road, aggiungendo i Fiordi dell’Est, Mývatn, Húsavík e Akureyri. Con due settimane è possibile rallentare, inserire Snæfellsnes oppure dedicare alcuni giorni ai Fiordi dell’Ovest.

Un buon itinerario islandese non dovrebbe essere calcolato soltanto in base ai chilometri. Vento, pioggia, neve, soste fotografiche e deviazioni possono allungare molto i tempi indicati dal navigatore.

Quando andare in Islanda

Estate: giugno, luglio e agosto

L’estate è il periodo più semplice per un viaggio itinerante. Le giornate sono lunghissime, le temperature generalmente più miti e molte strade delle Highlands diventano accessibili. È anche la stagione migliore per trekking, pulcinelle di mare e itinerari completi.

Gli svantaggi sono i prezzi elevati, la maggiore affluenza e la necessità di prenotare con largo anticipo auto e alloggi.

Primavera: aprile e maggio

Le giornate si allungano rapidamente e il numero dei visitatori è inferiore rispetto all’estate. Tuttavia, la primavera islandese non coincide necessariamente con condizioni miti: neve, ghiaccio e vento possono ancora influire sulla viabilità, soprattutto nelle zone settentrionali e interne.

Autunno: settembre e ottobre

Settembre può offrire un buon equilibrio tra ore di luce, minore affluenza e possibilità di vedere l’aurora. Con l’avanzare di ottobre il meteo diventa però più instabile e alcune attività estive terminano.

Inverno: novembre-marzo

L’inverno regala paesaggi innevati, grotte di ghiaccio e lunghe notti adatte alla ricerca dell’aurora boreale. Non è però il periodo migliore per improvvisare un giro completo dell’isola.

Le ore di luce sono limitate, le tempeste possono causare chiusure e la guida su neve o ghiaccio richiede prudenza. Per un primo viaggio invernale può essere più semplice soggiornare a Reykjavík e partecipare a escursioni organizzate.

Per un viaggio durante le festività trovi altri suggerimenti nel nostro approfondimento sul Capodanno in Islanda.

Guidare in Islanda: consigli importanti

L’automobile offre molta libertà, ma guidare in Islanda richiede più attenzione rispetto a un normale viaggio europeo. Il problema principale non è il traffico: sono il vento, il ghiaccio, la visibilità e la rapidità con cui cambia il tempo.

  • Controlla ogni mattina meteo, allerte e stato delle strade.
  • Non seguire il navigatore quando indica una strada chiusa o non adatta al veicolo.
  • Riduci la velocità sui tratti sterrati e quando incontri vento laterale.
  • Non fermarti sulla carreggiata per fotografare cavalli, cascate o aurora boreale.
  • Fai attenzione quando apri le portiere: le raffiche possono danneggiarle.
  • Non entrare sulle strade F con un veicolo non autorizzato.
  • Lascia sempre un margine nel programma, soprattutto il giorno del volo.

I riferimenti da consultare sono SafeTravel Iceland, il portale ufficiale della viabilità islandese e l’Icelandic Meteorological Office.

Dove dormire durante un viaggio in Islanda

Le strutture ricettive non sono distribuite uniformemente. Fuori da Reykjavík e dalle località principali l’offerta può ridursi a pochi hotel, guesthouse e fattorie. In estate conviene prenotare con diversi mesi di anticipo, soprattutto lungo la costa meridionale, a Mývatn e nei Fiordi dell’Ovest.

  • Reykjavík: comoda per il primo e l’ultimo giorno e per le escursioni organizzate.
  • Selfoss o Hella: basi pratiche per il Circolo d’Oro e l’inizio della costa sud.
  • Vík: ottima posizione tra cascate, spiagge nere e ghiacciai.
  • Höfn: indicata per Jökulsárlón e l’Islanda sudorientale.
  • Egilsstaðir: base funzionale per i Fiordi dell’Est.
  • Mývatn o Húsavík: adatte per esplorare il Diamond Circle.
  • Akureyri: la località più servita del nord.

Cosa mettere in valigia

In Islanda è più utile vestirsi a strati che affidarsi a un unico capo molto pesante. Anche in estate si possono incontrare pioggia, vento e temperature basse, specialmente vicino ai ghiacciai o durante le escursioni in mare.

  • Giacca impermeabile e antivento.
  • Pantaloni impermeabili o resistenti alla pioggia.
  • Scarpe da trekking con buona aderenza.
  • Strato termico e pile.
  • Cappello e guanti, anche fuori dall’inverno.
  • Costume da bagno per piscine e sorgenti calde.
  • Mascherina per dormire durante il sole di mezzanotte.
  • Borraccia riutilizzabile.
  • Protezione impermeabile per telefono e macchina fotografica.

Evita invece di portare scarpe leggere come unica opzione. Sentieri bagnati, fango, rocce e spruzzi delle cascate possono rendere scomode anche passeggiate apparentemente semplici.

Consigli finali per organizzare il viaggio

Il modo migliore per vivere l’Islanda è lasciare un po’ di spazio all’imprevisto. Un itinerario troppo rigido rischia di diventare frustrante quando il vento costringe a rallentare o una strada viene temporaneamente chiusa.

Meglio scegliere meno tappe e dedicarvi il tempo necessario. Una cascata visitata senza fretta, una piscina geotermica in un piccolo paese o una deviazione lungo una strada costiera possono lasciare un ricordo più forte di una corsa per completare l’intera Ring Road.

E soprattutto, in Islanda la sicurezza viene prima della fotografia perfetta. Non oltrepassare corde e barriere, non camminare sul ghiaccio senza guida, resta lontano dalle onde e controlla sempre le condizioni prima di metterti in viaggio. È proprio rispettando questa natura potente e imprevedibile che si riesce ad apprezzarla davvero.


Nota: orari, accessibilità delle strade, condizioni dei sentieri e apertura delle attrazioni possono cambiare anche con poco preavviso. Controlla sempre i siti ufficiali prima della partenza e durante il viaggio.

Di Kenzo

Ciao, sono Kenzo e su ConsigliViaggio.it condivido la mia passione per i viaggi, le destinazioni da scoprire e i consigli pratici per organizzare esperienze indimenticabili. Mi piace raccontare luoghi, idee di itinerario e suggerimenti utili per aiutare chi legge a partire in modo più consapevole, sereno e ispirato. Attraverso i miei articoli cerco di rendere ogni viaggio più semplice da pianificare e più ricco da vivere, con informazioni chiare, spunti autentici e tanta voglia di esplorare il mondo.

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