All’inizio della Valchiusella, tra i boschi e le prime montagne del Canavese, si nasconde uno dei luoghi più insoliti da visitare in Piemonte: i Templi dell’Umanità di Damanhur, un complesso sotterraneo scavato e decorato a mano all’interno della montagna.
Non si tratta di un sito archeologico e neppure di un antico luogo di culto. I Templi sono un’opera contemporanea iniziata negli anni Settanta dalla comunità spirituale di Damanhur e realizzata nel corso del tempo attraverso scavi, mosaici, dipinti, vetrate, sculture e simboli appartenenti alla filosofia della comunità.
La visita incuriosisce anche chi non condivide gli aspetti spirituali di Damanhur. Ciò che colpisce maggiormente è infatti il contrasto tra l’esterno, apparentemente tranquillo e rurale, e la ricchezza degli ambienti nascosti nella roccia. Si entra aspettandosi un luogo misterioso e ci si trova davanti a un’opera collettiva complessa, colorata e difficilmente paragonabile ad altre attrazioni italiane.
Informazioni essenziali
- Dove: area di Vidracco e Baldissero Canavese, nella Città metropolitana di Torino
- Punto di ritrovo: Damanhur Crea, Via Baldissero 21, Vidracco
- Modalità di accesso: esclusivamente con visita organizzata e prenotazione
- Durata visita classica: circa 3 ore e 30 minuti
- Prezzo indicativo: da 78 € per la visita classica
- Tempo consigliato nella zona: una giornata; due giorni abbinando Ivrea e la Valchiusella
Che cosa sono i Templi dell’Umanità

I Templi dell’Umanità costituiscono il luogo artistico e simbolico più conosciuto della Federazione di Damanhur, una comunità spirituale fondata nel Canavese da Oberto Airaudi, conosciuto all’interno della comunità con il nome di Falco Tarassaco.
La costruzione sotterranea ebbe inizio nel 1978 e per diversi anni proseguì senza che le autorità locali ne fossero a conoscenza. L’esistenza del complesso emerse pubblicamente negli anni Novanta, dando origine a una lunga vicenda amministrativa e giudiziaria. Successivamente i Templi furono regolarizzati e aperti alle visite.
Definirli semplicemente “templi segreti” è quindi affascinante dal punto di vista narrativo, ma può essere fuorviante: oggi sono una destinazione visitabile, con tour prenotabili, guide e un Welcome Center. Rimane però straordinaria la storia della loro costruzione, avvenuta per anni all’interno della montagna e portata avanti in gran parte manualmente dai membri della comunità.
Gli ambienti sono dedicati, secondo la filosofia damanhuriana, all’umanità, alla natura, agli elementi e alle diverse tradizioni spirituali. Anche mantenendo uno sguardo laico, la visita permette di osservare un progetto artistico collettivo di grandi dimensioni, nato fuori dai normali circuiti dell’arte e dell’architettura contemporanea.
Dove si trovano i Templi di Damanhur
Damanhur non coincide con un unico paese. La federazione comprende diversi nuclei e territori distribuiti nella Valchiusella, una valle del Canavese situata a nord di Torino e a poca distanza da Ivrea.
Il punto di riferimento per i visitatori è generalmente Damanhur Crea, in Via Baldissero 21 a Vidracco. Qui si trovano il Welcome Center, alcuni negozi e servizi legati alla comunità e il punto di ritrovo indicato per buona parte delle visite ufficiali.
Non conviene cercare di raggiungere autonomamente l’ingresso dei Templi: la posizione esatta degli ambienti sotterranei non corrisponde necessariamente al punto di accoglienza e gli spostamenti previsti dal programma vengono organizzati dalla guida.
Come arrivare a Damanhur
In auto da Torino
L’automobile è il mezzo più pratico. Dal centro di Torino bisogna calcolare indicativamente un’ora o poco più, a seconda del traffico e del punto di partenza.
Il percorso più comodo passa generalmente dall’autostrada A5 in direzione Aosta, con uscita nell’area di Ivrea, per poi proseguire sulla viabilità locale verso la Valchiusella, Vidracco e Baldissero Canavese.
In auto da Milano
Da Milano occorrono normalmente circa due ore, ma il tempo può aumentare nei fine settimana e nei periodi di maggiore traffico. Si può raggiungere Ivrea attraverso l’autostrada e proseguire poi verso la Valchiusella.
È consigliabile impostare sul navigatore direttamente Damanhur Crea, Via Baldissero 21, Vidracco, verificando comunque che il punto di incontro indicato nella conferma della prenotazione non sia stato modificato.
In treno e con i mezzi pubblici
La stazione ferroviaria più utile è quella di Ivrea, raggiungibile in treno da Torino. Da Ivrea, tuttavia, il viaggio diventa meno immediato: i collegamenti in autobus verso i piccoli centri della Valchiusella non sono frequenti come quelli urbani e possono variare tra giorni feriali, festivi e periodo scolastico.
Prima di partire conviene verificare gli orari del trasporto locale e confrontarli con l’orario di check-in della visita. Quando le coincidenze non sono comode, la soluzione più semplice è prenotare un taxi da Ivrea oppure chiedere al Welcome Center se sono disponibili indicazioni o servizi di trasferimento.
Se si arriva in treno da Milano, potrebbe essere necessario cambiare a Torino, Chivasso o in un’altra stazione, secondo il collegamento scelto. È prudente lasciare un margine abbondante: le visite partono a orari prestabiliti e un ritardo potrebbe impedire di partecipare al tour.
Orari e giorni delle visite
I Templi dell’Umanità non hanno un normale orario di apertura al pubblico. L’accesso avviene soltanto attraverso visite organizzate, disponibili in giorni e orari determinati dal calendario ufficiale.
Al momento dell’ultimo aggiornamento, la visita classica in italiano prevede generalmente il check-in:
- mercoledì e sabato alle 15:00;
- venerdì alle 9:00.
Il calendario può però cambiare durante l’anno, in occasione di eventi, festività, corsi o periodi di maggiore affluenza. Alcune date possono risultare esaurite oppure non disponibili.
Per questo motivo è importante non presentarsi senza prenotazione. La disponibilità effettiva deve essere controllata sul calendario del Damanhur Welcome Center.
Quanto costa visitare i Templi di Damanhur
Il prezzo dipende dal percorso scelto, dall’età del partecipante e dalle eventuali esperienze aggiuntive. Le tariffe possono cambiare, quindi gli importi seguenti devono essere considerati indicativi.
Visita classica di mezza giornata
La visita classica in italiano dura circa 3 ore e 30 minuti e parte indicativamente da 78 euro per adulto.
Il programma comprende normalmente:
- accoglienza presso Damanhur Crea;
- visita di Damjl, considerata la capitale storica di Damanhur;
- visita guidata ai Templi dell’Umanità;
- accompagnamento di una guida damanhuriana;
- spazio per domande sulla storia e sulla filosofia della comunità.
I pasti e le spese personali non sono normalmente compresi.
Visita di un’intera giornata
Il percorso giornaliero dura circa 6 ore e parte indicativamente da 140 euro.
Oltre a Damjl e ai Templi dell’Umanità, comprende generalmente il Bosco Sacro, i circuiti di pietra, un’esperienza legata alla cosiddetta Musica delle Piante, il pranzo e i trasporti interni previsti dal programma.
È la scelta più interessante per chi non vuole limitarsi agli ambienti sotterranei ma desidera capire meglio come sono organizzati i territori e le attività della comunità.
Riduzioni per bambini, ragazzi e studenti
In fase di prenotazione vengono normalmente distinte diverse fasce d’età: bambini, ragazzi, studenti e adulti. Le riduzioni effettive dipendono dalla visita selezionata e dalla data.
La visita classica è indicata dal sito ufficiale come consigliata dai 9 anni in su, mentre per il percorso di una giornata viene indicata un’età consigliata più elevata. Prima di prenotare con bambini piccoli conviene chiedere direttamente al Welcome Center se il percorso è adatto alla loro età.
Attenzione: non acquistare il viaggio basandoti esclusivamente sui prezzi indicati in questa pagina. Le tariffe, gli orari e le esperienze disponibili possono cambiare. Controlla sempre la pagina ufficiale prima della partenza.
Come si svolge la visita classica
Il percorso non consiste soltanto nell’ingresso alle sale sotterranee. La prima parte serve generalmente a presentare la storia di Damanhur e alcuni dei suoi spazi all’aperto.
Dopo il check-in presso Damanhur Crea, il gruppo raggiunge Damjl, il primo territorio acquistato dalla comunità negli anni Settanta. Qui si possono vedere, secondo il programma previsto, il Tempio Aperto, il Cerchio dei Riti, menhir, altari dedicati agli elementi e circuiti in pietra.
La seconda parte è dedicata ai Templi dell’Umanità. È il momento più atteso, ma anche quello in cui è utile ascoltare attentamente la guida: senza una spiegazione, molti simboli, colori e riferimenti rischierebbero di apparire soltanto decorativi.
Una volta terminata la visita si può tornare autonomamente a Damanhur Crea, dove si trovano una caffetteria, un supermercato biologico, una libreria e alcuni laboratori e negozi legati alle attività della comunità.
Cosa vedere nei Templi dell’Umanità
Il complesso è formato da sale e corridoi distribuiti su diversi livelli. Non tutte le aree sono necessariamente comprese in ogni visita: il percorso può dipendere dalla formula prenotata, dall’organizzazione del giorno e da eventuali attività in corso.
Tra gli ambienti più conosciuti figurano:
La Sala degli Specchi
È uno degli ambienti più scenografici. Specchi, dipinti, vetrate e superfici decorate moltiplicano la luce e modificano la percezione dello spazio. Nella simbologia damanhuriana la sala è collegata all’aria, alla luce e alla conoscenza.
La Sala dell’Acqua
È caratterizzata da tonalità prevalentemente blu e da decorazioni che richiamano l’acqua e il mondo femminile. L’ambiente è più raccolto rispetto ad altre sale e viene presentato come uno spazio dedicato alla memoria, alla sensibilità e alla vita.
La Sala della Terra
Le decorazioni richiamano il pianeta, la natura e le forme della vita. Come accade nel resto del complesso, elementi artistici e significati spirituali sono strettamente collegati.
La Sala dei Metalli
È legata simbolicamente alle età dell’umanità e alle trasformazioni della storia. Le superfici metalliche, i colori e le figure allegoriche contribuiscono a creare uno degli ambienti visivamente più intensi del percorso.
La Sala dei Popoli
È dedicata all’incontro tra culture, popoli e tradizioni. Le figure rappresentate e le grandi dimensioni dell’ambiente la rendono una delle sale più riconoscibili del complesso.
Il Tempio Azzurro
È il nucleo originario dal quale iniziò la costruzione sotterranea. Le dimensioni sono più contenute, ma proprio per questo aiuta a comprendere come un progetto inizialmente piccolo si sia trasformato in un complesso molto più articolato.
Più che cercare di ricordare ogni interpretazione, durante la visita consiglio di osservare i particolari: le differenze tra una sala e l’altra, i mosaici, le vetrate, le porte, i soffitti e i segni lasciati dal lavoro manuale. È proprio nei dettagli che si percepiscono meglio il tempo e la quantità di lavoro necessari per realizzare l’opera.
Si possono scattare fotografie?
Le regole relative a fotografie e video possono variare in base agli ambienti visitati e alle disposizioni del momento. Non bisogna quindi dare per scontato di poter fotografare liberamente tutte le sale.
All’inizio del tour è opportuno chiedere alla guida:
- in quali sale sono ammesse le fotografie;
- se è consentito utilizzare il telefono;
- se flash, cavalletti o riprese video sono vietati;
- se sono in corso cerimonie o attività riservate.
Anche quando è possibile fotografare, vale la pena dedicare una parte della visita semplicemente all’osservazione. Gli ambienti sono ricchi di particolari e guardarli soltanto attraverso lo schermo del telefono rischia di impoverire l’esperienza.
Quanto tempo dedicare alla visita
Per la sola visita classica bisogna considerare almeno mezza giornata, aggiungendo il tempo necessario per raggiungere Vidracco, parcheggiare, effettuare il check-in e ripartire.
Arrivando da Torino si può organizzare una gita in giornata, ma non conviene programmare troppe altre attività. La durata del tour e gli spostamenti nella valle occupano buona parte della giornata.
Chi arriva da Milano o da più lontano può fermarsi una notte e abbinare alla visita:
- il centro storico di Ivrea;
- il patrimonio industriale della città legato alla Olivetti;
- una passeggiata nella Valchiusella;
- il lago di Viverone;
- i borghi e i castelli del Canavese;
- un itinerario più ampio tra le città più belle del Piemonte.
Per informazioni aggiornate sul territorio si possono consultare anche il portale ufficiale Turismo Torino e Provincia – Ivrea e Canavese e il sito di Canavese Turismo.
Dove mangiare vicino a Damanhur
Per una pausa veloce, al termine della visita si può controllare l’apertura del Caffè Arielvo presso Damanhur Crea. La disponibilità e gli orari devono essere verificati sul posto, soprattutto nei giorni festivi o durante eventi particolari.
Per un pranzo o una cena più tradizionale conviene cercare nei comuni della Valchiusella, a Castellamonte oppure a Ivrea, dove la scelta di ristoranti, pizzerie e trattorie è più ampia.
Tra i piatti piemontesi da cercare nei menu della zona ci sono:
- vitello tonnato;
- acciughe al verde;
- agnolotti o altre paste ripiene;
- bagna cauda, soprattutto nella stagione fredda;
- carni brasate;
- formaggi e prodotti del Canavese;
- la torta Novecento, specialità legata a Ivrea.
Non inserisco un elenco rigido di ristoranti perché aperture, gestioni e giorni di chiusura possono cambiare rapidamente. Prima di scegliere è meglio controllare recensioni recenti, menu, distanza effettiva dal punto di ritrovo e disponibilità di parcheggio.
Dove dormire vicino ai Templi di Damanhur
La zona migliore dipende dal tipo di esperienza che si desidera vivere e dal mezzo utilizzato.
Vidracco e Valchiusella: per restare vicino a Damanhur
Dormire nei piccoli centri della Valchiusella permette di raggiungere più facilmente il punto di incontro e di vivere il lato più tranquillo e naturale del territorio.
È una buona scelta per chi viaggia in auto e cerca agriturismi, appartamenti o bed and breakfast immersi nel verde. La scelta è però più limitata rispetto a Ivrea e la sera potrebbe essere necessario spostarsi per cenare.
Ivrea: la soluzione più pratica
Ivrea offre più hotel, ristoranti e servizi ed è la base più comoda per chi vuole aggiungere alla visita una passeggiata nel centro storico o un itinerario dedicato all’architettura Olivetti.
È consigliata anche a chi arriva in treno, pur ricordando che per raggiungere Damanhur potrebbe essere comunque necessario organizzare un taxi o verificare attentamente gli autobus.
Dormire all’Abaton di Damanhur
Per chi cerca un’esperienza strettamente collegata alla spiritualità del luogo esiste anche l’Abaton, una struttura ricettiva situata nell’area di Damanhur.
Dispone di cinque camere ispirate alle sale dei Templi: Acqua, Terra, Metalli, Specchi e Popoli. Non è una sistemazione alberghiera convenzionale, ma un’esperienza pensata soprattutto per chi desidera approfondire l’aspetto simbolico e spirituale della visita.
Disponibilità, condizioni di soggiorno e prezzi possono essere richiesti attraverso il sito ufficiale dell’Abaton.
Quando andare
I Templi possono essere visitati in diversi periodi dell’anno, secondo il calendario disponibile. Dal momento che gran parte dell’esperienza si svolge al coperto, la visita non dipende completamente dal meteo.
La stagione cambia però il carattere del viaggio:
- primavera: temperature piacevoli e vegetazione rigogliosa nella Valchiusella;
- estate: giornate lunghe, utili per aggiungere passeggiate e visite nei dintorni;
- autunno: boschi colorati e atmosfera particolarmente suggestiva;
- inverno: minore luce diurna e possibilità di freddo, ghiaccio o neve sulle strade secondarie.
Personalmente sceglierei la primavera o l’inizio dell’autunno: permettono di unire la visita sotterranea a qualche ora all’aperto senza il caldo più intenso e, spesso, con una luce più piacevole sui paesaggi del Canavese.
Come vestirsi e cosa portare
Non è necessario un abbigliamento tecnico, ma conviene scegliere vestiti comodi e rispettosi del carattere spirituale del luogo.
- Scarpe comode: durante il percorso si cammina e si rimane in piedi per diverso tempo.
- Una felpa o una giacca leggera: la temperatura negli ambienti sotterranei può essere più fresca rispetto all’esterno.
- Acqua: utile soprattutto nei mesi caldi, anche se non sempre può essere consumata all’interno delle sale.
- Telefono silenzioso: suonerie e notifiche possono disturbare la guida o eventuali momenti di raccoglimento.
- Conferma della prenotazione: meglio conservarla anche offline, poiché in alcune zone della valle la connessione potrebbe essere meno stabile.
La visita è adatta a tutti?
L’esperienza può interessare pubblici molto diversi: appassionati di arte, architettura insolita, comunità intenzionali, spiritualità, simbolismo e luoghi sotterranei.
Può invece risultare meno adatta:
- a bambini molto piccoli, considerata la durata;
- a chi soffre fortemente gli ambienti chiusi o sotterranei;
- a chi ha difficoltà motorie, senza avere prima verificato l’accessibilità del percorso;
- a chi cerca una visita completamente autonoma e senza spiegazioni;
- a chi non è disposto ad ascoltare il racconto e la visione spirituale della comunità.
Per esigenze di mobilità, disabilità, claustrofobia o altre necessità specifiche è essenziale contattare il Welcome Center prima di acquistare il biglietto. La conformazione sotterranea e i passaggi tra i diversi ambienti potrebbero comportare limitazioni.
Consigli pratici prima della partenza
- Prenota con anticipo: i gruppi sono piccoli e alcune date si esauriscono.
- Controlla il punto di ritrovo: non limitarti a cercare genericamente “Templi di Damanhur” sul navigatore.
- Arriva almeno 15-20 minuti prima: il check-in fa parte dell’organizzazione del tour.
- Non programmare impegni troppo ravvicinati: la visita dura diverse ore e gli spostamenti possono richiedere più tempo del previsto.
- Chiedi prima per foto e video: le regole possono cambiare tra una sala e l’altra.
- Mantieni uno sguardo curioso ma critico: si può apprezzare l’arte senza necessariamente condividere la filosofia della comunità.
- Abbina Ivrea o la Valchiusella: in questo modo il costo e il viaggio diventano parte di un itinerario più ricco.
Vale la pena visitare i Templi di Damanhur?
Il prezzo non è basso, soprattutto per una famiglia, e l’impostazione spirituale della visita potrebbe non incontrare i gusti di tutti. È quindi meglio sapere in anticipo che non si sta acquistando il semplice ingresso a un monumento, ma un percorso guidato attraverso i luoghi, la storia e la visione della comunità di Damanhur.
Detto questo, i Templi dell’Umanità rimangono uno dei luoghi più singolari del Piemonte. La loro forza non dipende soltanto dal mistero della costruzione originaria, ma dalla quantità di lavoro artistico racchiusa nella montagna e dalla sensazione di entrare in un ambiente totalmente diverso dal paesaggio esterno.
Il modo migliore per affrontare la visita è senza aspettarsi né un’antica città sotterranea né una tradizionale attrazione turistica. È un’opera contemporanea, spirituale e collettiva, nata da una storia complessa. La si può osservare con entusiasmo, curiosità o anche con qualche perplessità: difficilmente, però, lascia indifferenti.